Raggio di Sole

 

C'era una volta una terribile Generalessa.

Gli eventi della vita le avevano indurito il cuore a tal punto che non sentiva più il suo calore.

Un giorno conobbe un Filosofo. Era un brav'uomo ma gli eventi della vita gli avevano fiaccato il cuore a tal punto che non sentiva più il suo calore.

Al Filosofo piacque l'energia di quella donna e se ne innamorò immediatamente.

La Generalessa vide la fragilità di quell'uomo e, per la prima volta nella sua vita, si intenerì. Anche lei trovò l'amore.

Magicamente da quella unione scaturì un calore intenso che nessuno dei due ricordava di aver mai provato. E ne godettero.

 

Passarono gli anni. Il calore piano piano diminuì fino a quando alla Generalessa e al Filosofo ne rimase solo un vago ricordo. La loro unione cominciò a perdere senso.

 

Il Sole li vide e ne fu dispiaciuto.

Ogni tanto al Sole piace aiutare le coppie di innamorati, così decise di mandare giù un piccolo raggio fra i suoi più belli.

Il piccolo raggio, felice, si librò nell'aria e con un profondo respiro si buttò giù e si infilò nel ventre della Generalessa.

Dopo nove mesi nacque un bambino paffutello pieno di gioia e vitalità.

Portava in dono un Raggio di Sole.

La Generalessa e il Filosofo ne furono riscaldati. Da questo calore sbocciò nuovamente l'amore e ne godettero pienamente.

 

Passarono gli anni. La Generalessa, temendo di perderlo, chiuse Raggio di Sole in un armadio buio buio, nascose l'armadio in una caverna buia buia e tenne gelosamente con sé la chiave e il ricordo. Il suo cuore si indurì nuovamente.

Il bambino senza il suo dono, divenne magro e triste. Crescendo dimenticò Raggio di Sole e comprò delle maschere gioiose da mostrare agli altri. Divenne talmente abile nell'uso delle maschere che tutti, non solo gli altri ma anche lui stesso, pensarono che quelle fossero il suo vero volto.

 

Il Filosofo si chiuse nella sua mente, sfiorì e se ne andò in un tiepido giorno di settembre. Anticipando l'autunno.

La Generalessa ebbe un sussulto. Lasciò la sua corazza e , andandosene in un giorno di inizio primavera, fece trasparire la sua dolcezza inespressa.

Portò con sé il segreto dell'armadio dimenticato.

 

Passarono gli anni. Il bambino era diventato un adulto che giocava continuamente con le sue maschere. Sotto sotto rimaneva un velo di malinconia ma non ricordava il perché. Sentiva tanto freddo.

Il Sole ne fu rattristato e lo riscaldò dolcemente.

L'adulto, cullato da questo tepore, ricordò improvvisamente il bambino che portava un dono e iniziò a gridare :- Raggio di Sole! Dove sei? Ti prego fatti vedere!-

Il richiamo fu talmente appassionato che riuscì a correre per chilometri, attraversò rocce e legno ed entrò dentro l'armadio perduto.

Raggio di Sole che, dentro a quell'armadio, si stava spegnendo, si destò. Da quel richiamo prese forza, diventò potente e ardente.

Bruciò l'armadio, schizzò fuori dalla caverna, felice, si librò nell'aria e con un profondo respiro si buttò giù e si infilò nel cuore dell'adulto.

Le maschere furono incenerite da tale irruenza.

A quel punto, l'adulto, si ricordò che i suoi genitori, con un gesto d'amore, in un caldo giorno d'agosto, gli avevano donato come nome: Luciano. Che, per l'appunto, vuol dire “Luce”.

Festeggiò con canti e balli, infine condivise questo dono con chi amava.

 

E ne fu grato.

 

Agosto 2011